Mesi di battle e tornei!

Lo di Street’s Rooms ha previsto un inverno/primavera all’insegna di battle di freestyle e tornei di biliardino. La prima battle fatta nel quartiere Gorarella è stata un vero successo, adesso ne sono previste altre tre con la finalissima in Piazza Dante per il mese di giugno.

Parallelamente, in altre date ma con cadenza sempre mensile, organizzeremo un torneo di biliardino, aperto a tutti i cittadini che vogliano partecipare. La prima sfida ci sarà questo venerdì 21 febbraio alle 18.00 al Bar Arcobaleno al Centro Commerciale Le Palme.

Vi aspettiamo!!

APPARTENENZA E SEPARAZIONE

Avere un legame significa dipendere in varia misura dall’altra persona coinvolta nella relazione.

Ci sono varie forme e sfumature di dipendenza affettiva. Ai fini dell’argomento in questione metteremo in evidenza la dipendenza intesa come l’impossibilità di percepirsi autonomo e funzionante senza la presenza dell’altro, con un’idea di svalutazione personale che rende impossibile la possibilità di esistere senza l’altro e la contro dipendenza, ovvero l’impossibilità di stare all’interno di una relazione per la paura del legame, che quindi spinge all’evitamento e alla fuga non appena l’altro inizi ad esprimere i propri bisogni.

kandiskyLa modalità in cui ciascun individuo sta in un rapporto di dipendenza nasce dal rapporto con le figure genitoriali. Più un individuo è consapevole delle proprie aree di separazione che lo differenziano dall’altro, più risulterà inserito in un rapporto soddisfacente: “non ci si può unire in un modo più soddisfacente se prima non ci si è separati da un rapporto in cui ciascuno dei partecipanti non è in grado di riconoscere il proprio spazio personale”  (Andolfi, Angelo, 1987).

Ipotizziamo che un individuo abbia sperimentato, nella relazione con i genitori, dei bisogni parzialmente irrisolti ad esempio di protezione e sicurezza, egli tenderà a ripetere questo legame con le altre figure di riferimento diventando questo (il bisogno di protezione e sicurezza) il cardine di quei rapporti, con un’angoscia insostenibile rispetto a qualunque cosa possa metterli in discussione.

In un certo senso la dipendenza e l’appartenenza è come diventassero la forza centrale della relazione stessa. L’individuo si trova quindi di fronte ad un bivio: mantenere la stessa tipologia di relazione, nonostante il malessere che questa dipendenza crea, per salvaguardare il legame (che rimarrà così com’è) o procedere con il percorso di separazione, con il rischio di sentire crollare la relazione attuale ma dando anche a questa l’unica possibilità di evolvere.

La presenza di elementi ripetitivi nelle relazioni attuali permette l’elaborazione di aree di dipendenza irrisolte nei rapporti con i genitori. Il percorso di separazione può durare quindi tutta la vita ma di certo ha le proprie basi già nell’infanzia. La possibilità di percepire aree di differenza con le figure significative e vedere questa differenza riconosciuta e valorizzata da queste ultime, senza che possa questo fungere come minaccia verso l’appartenenza al legame, è essenziale. Solo così si garantisce al figlio la possibilità di costruire e coltivare il proprio spazio personale e ciò lo renderà libero in futuro di stare in un legame adulto  senza sentire di dipenderne passivamente né di doverne fuggire, in una “dinamica del dare e chiedere che ci porta di fatto a vivere dentro il legame e la relazione, poiché è solo attraverso il chiedere e il dare (inteso ovviamente in senso non solo pratico e concreto ma anche affettivo, ideale e metaforico) che partecipiamo alla relazione” (Francini, 2016).

   

 

      Bibliografia:

  • Andolfi, M., Angelo, C. (1987). Tempo e mito nella psicoterapia familiare. Boringhieri: Torino.
  • Andolfi, M. (a cura di) (1999). La crisi della coppia. Raffaello Cortina Editore: Milano.
  • Francini, G. (2016). Il dolore del divorzio. Franco Angeli: Milano.

💥WAR OF FLOW💥

Giovedì 30 gennaio a Gorarella  inizierà un torneo di street rap freesyle che si svolgerà in tre diversi quartieri della città di Grosseto e vedrà la sua finalissima in piazza Dante.

Nell’articolo che segue tutte le informazioni in dettaglio!!

https://www.ilgiunco.net/2020/01/13/war-of-flow-al-via-il-torneo-di-street-rap-freestyle-come-partecipare/?fbclid=IwAR2LjVYmGAGG6OqUTKNDIDOHnHGs2nWC3aSVaD4sQJgmlbFC4_s-N8-eCN0#.XhxCLsRfk-g.facebook

Le funzioni del gruppo dei pari in adolescenza

L’adolescenza è una fase del ciclo vitale della famiglia molto complessa che comporta una lacerazione rispetto alla fase precedente, una disorganizzazione all’interno della quale vengono poi ristabiliti confini, identità, funzioni, ruoli. L’adolescenza è quindi un momento particolarmente complesso in quanto porta con sé l’istanza del ragazzo di costruire una propria identità personale, accompagnata da un’oscillazione continua tra il bisogno di autonomia e indipendenza e una ricerca di dipendenza e appartenenza alla famiglia.

La costruzione dell’identità dell’adolescente passa attraverso la contrapposizione e la ribellione: il figlio capisce e costruisce se stesso sentendosi e mostrandosi diverso dall’altro, in particolare dai genitori all’interno di un sistema familiare che deve essere flessibile per garantire questi movimenti. McGoldrick e Carter sintetizzano in quattro punti le modificazioni che la famiglia dovrebbe fare in questa fase: a) aumento della flessibilità delle regole; b) modifica della relazione genitori-figli che consenta all’adolescente di entrare e uscire dal sistema; c) modifica della relazione coniugale; d) modifica degli interessi personali di ciascun coniuge. La possibilità che la famiglia sostenga la disorganizzazione che questa fase comporta permette al figlio adolescente uno sviluppo adeguato. I genitori devono riuscire a modificare l’immagine che hanno del proprio figlio, riconoscendolo e legittimandolo nelle sue “parti nuove”. Sempre McGolrick e Carter sottolineano come le famiglie che presentano difficoltà in questa fase del ciclo vitale siano ferme “a un’immagine dei figli adatta a fasi precedenti”, non tollerando conseguentemente una rinegoziazione e riorganizzazione del sistema.

L’adolescente con una possibilità di sviluppo adeguato è caratterizzato da una spasmodica ricerca di originalità con un’impronta fortemente egocentrica spinta dalla necessità di differenziarsi. Il ragazzo disinvestirà progressivamente dalla famiglia (pur mantenendo forte il bisogno di appartenere  e di dipendere) investendo su se stesso e sul gruppo dei pari, nel quale cercherà la conferma di quel senso di appartenenza e dipendenza che prima trovava solo all’interno della famiglia. Il gruppo dei pari diventa uno spazio, simbolico e non, di condivisione e confronto nel quale il singolo si afferma e costruisce la propria identità. All’interno di questo spazio l’adolescente trova risposta a bisogni nuovi, o che quantomeno mai si sono espressi fuori dal sistema familiare: è essenziale sentire di appartenere al gruppo, ad un “noi” che ha anch’esso un’identità precisa, sentirsi incluso e riconosciuto come individuo anche nel ruolo peculiare che ciascuno assume, in uno spazio in cui circoli affetto e sostegno reciproco così che diventi un appoggio per affrontare l’insicurezza personale che questa fase di vita comporta.

Il gruppo garantisce protezione, sostegno e riconoscimento per la nuova identità e questo dà sicurezza all’adolescente che sente di appartenere a una realtà all’interno della quale circola condivisione di valori e possibilità di strutturare un nuovo sistema di norme in contrapposizione al mondo adulto e familiare. La trasgressione, la ribellione e la contrapposizione al mondo adulto sono elementi salienti dell’adolescenza, caratteristiche importanti che devono essere valorizzate e canalizzate in una modalità creativa e funzionale, in modo che non si trasformino in atti di devianza auto e/o etero diretti.

 

Bibliografia:

 

Malagoli Togliatti, M., Telfener, U. (1991). Dall’individuo al sistema. Torino: Bollati Boringhieri

Scabini, E., Iafrate, R., (2003).  Psicologia dei legami familiari. Bologna: Il Mulino.

 

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